Dove mangiare a

Siracusa – Ostaria

Ottobre è il mese in cui, in Sicilia, l’estate viene piano piano archiviata definitivamente. Sfuma lenta con il passare dei giorni, dissolvendosi dentro un paziente autunno che aspetta il suo turno. E con l’estate si archiviano anche alcuni sapori: la voglia di mare lascia spazio a quel desiderio di carne che ci riconnette direttamente con la nostra parte preistorica. Se vi trovate a Siracusa con una voglia di carne stile Flintstones, nella lista dei nostri indirizzi Ostaria è sempre ai primi posti.

Tralasciamo il fatto che il suo nome sia sempre fonte di dubbi sulla pronuncia, un po’ come succede ai continentali con Nùoro. Dopo settimane, alziamo il telefono e prenotiamo un tavolo per due: l’unico obiettivo è placare il desiderio di una bistecca succulenta, di quelle da ricordare.

Sarei davvero poco sincera se dicessi che non avevo anche voglia di un locale dove ri-iniziare la rubrica “Dove mangiare a…”, ma il blog è mio e posso tralasciare tutti i dettagli scomodi.

Tornando a ieri… È la terza volta che torniamo in questo locale da quando ha aperto e ogni volta troviamo qualcosa di diverso. Questa volta è sparita la parete dell’ingresso, lasciando posto a una suggestiva vista sulla bottiglieria di Metodo, il nuovo locale degli stessi proprietari che promette di rivoluzionare il modo di fare aperitivo a Siracusa. Tranquilli, arriviamo anche da voi!

In un’atmosfera intima e accogliente, trepidanti di carnivoro desiderio, ci dividiamo i compiti: a me il vino, a lui la carne. Il risultato è una cena di quelle che aggiustano anche le settimane più sconnesse.

Fresco di premiazione alla Milano Wine Week, Marco, il sommelier, sembra leggere attraverso gli occhiali la mia passione per i vini esteri e dirotta la mia idea di Grillo verso un Riesling. La degustazione inizia con il vino a temperatura “da glacette”, servito in un tulipano slanciato: esprime tutto il suo carattere e dichiara la sua promessa: sono bianco, ma non ho paura; non mi lascerò intimidire dalla vostra bistecca.

Tra una chiacchiera e l’altra, gli antipasti ci fanno intuire che il locale è cresciuto e ha lavorato per portare tutta l’offerta all’altezza della selezione di carni proposta. La tartare sembra un quadro che condensa in un piatto le promesse dell’autunno in arrivo; la pancetta è succulenta e saporita, ma la mia sardità mi impone di segnalare che la cotenna non faceva “scrok”. E si sa: per noi sardi la cotenna è una questione fondamentale.

Marco ci sorprende con un cambio d’abito per il nostro vino: cambia bicchiere, passando a un tulipano più ampio, e porta la bottiglia a temperatura ambiente. I profumi si liberano e il corpo si allarga, come un lottatore pronto alla battaglia. Sta arrivando sua maestà: la nostra bistecca.

La lombata di Sashi finlandese è appena uscita dal Josper, un forno-griglia a carbone che cuoce la carne avvolgendola di calore e le regala il profumo inconfondibile della brace. Passa dalle sapienti mani di Cristian [ndr: il proprietario] che affila le sue armi e, con una danza degna di un maestro di spade giapponese, trasforma il proteico blocchetto in sottili fettine di piacere, da cospargere con uno dei sei sali a disposizione.

La carne arriva a tavola pronta all’uso, accompagnata da contorni che però non reggono del tutto il peso della perfezione: le patate le amo più scioglievoli, mentre la cipolla è ottima. Il taglio molto sottile permette di godersi la carne senza litigare con l’osso a colpi di coltello per accaparrarsi i bocconi più succosi.

Il vino regge botta. Coccolati da tutto il personale di sala e satolli, ricorriamo allo stomaco di riserva per i dolci. Il babà, rassicurante, mantiene le promesse. “Latte e cioccolato”, invece, ci costringe a segnare una delle piccole sbavature della serata: il cake è troppo compatto, quasi difficile da tagliare con forchetta e cucchiaio, e sbilancia la masticabilità dell’intero dolce. Peccato davvero, perché il gusto c’è — le nocciole sabbiate erano superlative — e forse, con un cake più morbido, sarebbe stato davvero molto wow.

Chiudiamo la serata con un cicchetto che Marco ha selezionato per noi: Albana di Romagna e cioccolatini Valrhona. Una semplicità disarmante, che mette una dolcissima parola fine alla nostra cena.


Il ricordo che ci lascia

Quanti quadernini riempiamo con questa visita?

Ostaria si conferma uno dei nostri ristoranti preferiti nel panorama siracusano. Ci siamo sentiti coccolati e accuditi: l’eccellenza c’è e si sente. Purtroppo mancano ancora alcuni dettagli per arrivare a tutti e cinque i quadernini.


La visita in breve

Locale: Ostaria

Dove: Siracusa, Via G. B. Perasso, 10/12

Cucina: specialità di carne

Visita: ottobre 2026, cena

Assaggi: antipasti, selezione di carne, dolci

Fascia di prezzo: €€€

Da sapere: sono disponibili articoli per celiaci

Il posto giusto per…

Ostaria è il posto giusto quando la voglia è quella di una carne di qualità, cotta come si deve e accompagnata da un vino di livello, scelto per sorprendere e mai banale. Una cena che funziona per festeggiare un’occasione speciale, concedersi una serata tutta per sé o fare bella figura con qualcuno: che sia il partner, un amico appassionato di carne o persino il capo. Qui la bistecca fa la sua parte, il vino tiene il passo e a voi resta solo da godervi la serata.