Una Notte da Chef: Ester Marras si racconta…

Continua la sfida di Una Notte da Chef… Ci eravamo lasciati così nell’intervista a Silvia Depau…

Seconda concorrente in gara.

Professione ceramista, mette tutta la sua arte e la sua precisione nei piatti.

Ester Marras ci racconta un po’ di lei e della sua serata.

Mini burger di baccalà in olio cottura, maionese di peperone arrostito e nduja

Qual è il tuo rapporto con la cucina? Da quanto hai questa passione? Come è iniziata?

Vengo da una famiglia dove la cucina ha rivestito sempre un ruolo importante, tutti i componenti sono ottimi cuochi, ed anzi io mi sono sempre ritenuta “la pecora nera”. Ricordo ancora i pranzi del sabato a casa di mia mamma, lei che cucinava il piatto preferito di tutti i presenti…una volta contai 16 pietanze diverse. Il mio rapporto con la cucina è di estremo rispetto, per le materie prime, per le cotture e anche per l’aspetto. Mi piace fare piatti che siano buoni, ma anche belli. Essendo io ceramista sono abituata a decorare le mie creazioni e ho trasferito questo aspetto anche nella realizzazione dei miei piatti.  Da qualche mese non faccio più questo lavoro perciò riverso e sfogo la mia creatività in cucina.

Polpo su salsa ai capperi all’olio di baccalà, cubi di polenta fritta con uova capelin al wasaby, pomodorini confit e corallo al nero di seppia

Se dovessi scegliere un piatto in cui ti riconosci quale sceglieresti e perché?

Sceglierei un bel pane di buona semola cotto nel forno a legna. Un sapore sincero, avvolgente, di quelli che ti fanno sentire “a casa”. Sono un’appassionata di arte bianca, amo fare il pane ed il mondo dei lievitati è per me un continuo stimolo. Da qualche anno nella mia famiglia si è allargata e abbiamo un nuovo componente…il lievito madre! È come avere un altro figlio a cui dedicare tempo ed energie affinché resti in salute. In cambio ricevo da lui tante soddisfazioni, affrontiamo insieme tante sfide soprattutto nei periodi Natalizi e Pasquali con i lievitati tradizionali.

Da dove è nata l’idea della partecipazione a Una Notte da Chef? Perché hai deciso di partecipare?

La mia partecipazione ad Una Notte da Chef è nata sotto l’invito di un amico (fino a quel momento “virtuale”) Michele Cabras, il quale ha insistito perché facessi parte di questa bellissima squadra. E pensare che credevo anche di stargli antipatica 🙂 . Non lo ringrazierò mai abbastanza per aver creduto in me. Ho pensato che partecipare mi avrebbe permesso di affrontare una sfida, non con gli altri concorrenti, ma con me stessa, in quanto il giudice più severo per la mia cucina sono e resterò sempre io. Volevo dimostrare che con un po’ d’impegno anche una “non professionista” può  fare un buon menù degno di una cena con 100 persone. Ad essere sincera non ero preoccupata tanto per il tavolo della giuria tecnica, quanto per il tavolo di amici e parenti: loro non volevo proprio deluderli! Perché si cucina con amore per le persone a cui si vuole bene.

Calamarata Tanda&Spada in pesto di ortica, pesce spada e pinoli tostati

Come è nato il menù che hai presentato?

Il menù è stato un parto! Sin dal primo momento in cui ho saputo della mia partecipazione è iniziata la ricerca del menù perfetto. Alla fine questo menù mi rappresenta: c’è il pane fatto da me, ci sono i prodotti tradizionali, gli ingredienti poveri dell’orto di casa (come l’ortica che ho voluto nobilitare abbinandola ad un ingrediente pregiato come il pesce spada), ci sono le spezie che amo tanto e c’è la ricerca dell’estetica con l’aggiunta di prodotti decorativi come il corallo ed i cracker di tapioca. In fondo anche l’occhio vuole la sua parte.

La sera del servizio sarà stata sicuramente faticosa, quali cose cambieresti? Quali segreti hai imparato?

Il giorno del servizio sono rimasta in cucina 16 ore di fila e ho perso 1,2 kg di peso. E’ stata molto faticosa, ma anche una delle giornate più soddisfacenti dal punto di vista umano. Lo staff della cucina è stato eccezionale mi è venuto incontro in tutte le mie esigenze ed ha fatto il massimo per la riuscita della serata. È stato molto emozionante sentire i miei parenti e gli amici più cari, venuti per sostenermi, dirmi “sei stata bravissima”. C’erano le persone che mi vogliono bene ed a  loro dico “Grazie”. La giuria ha speso delle bellissime parole per me e per come è stata gestita la serata, quindi posso ritenermi più che soddisfatta del lavoro svolto.
Il mio premio l’ho già avuto: passare due giorni in una cucina professionale era quanto di meglio potessi desiderare.

Seppia e broccoli, patate alla curcuma e cracker di tapioca

Rifaresti questa esperienza?

La  rifarei domani stesso, ma purtroppo le cose belle sono anche uniche.

Millefoglie di pane carasau, ricotta all’arancia e zafferano, miele e scorza d’arancia

Alla prossima puntata con Michela Sorgia!!!


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