“Che ci fanno quelle anime davanti alla chiesa?”

E’ passata quasi una settimana da quel maledetto lunedì 18 novembre, quando la natura ferita e abbandonata si è ripresa ciò che era suo portando con se molto di ciò che era nostro, portando con se delle vite e lasciando molta disperazione.
Ho delle capacità culinarie, ma ho difficoltà ad esprimere ciò che sento dentro in questo momento, il misto di rabbia, dolore, impotenza, indignazione e tanta voglia di risposte. 
La Sardegna è quella terra che si fa amare e odiare allo stesso tempo e in ugual misura! Quando ci vivi la senti stretta, piccola, ma quando te ne vai non sai vivere senza di Lei, ti manca e per non dimenticarla ne parli con tutti, amici e conoscenti, che però non possono capire quanto sia immensa Mamma Sardegna. 
Non trovo parole mie, quindi uso quelle del Maestro De Andrè, che nato a Genova era sardo nell’animo, e chissà cosa avrebbe detto o cantato su questo disastro.
 

 

“Alta sui naufragi dai belvedere delle torri 

 

china e distante sugli elementi del disastro 
dalle cose che accadono al disopra delle parole 
celebrative del nulla 
lungo un facile vento 
di sazietà di impunità 
 
Sullo scandalo metallico 
di armi in uso e in disuso 
a guidare la colonna 
di dolore e di fumo 
che lascia le infinite battaglie al calar della sera 
la maggioranza sta la maggioranza sta 
recitando un rosario 
di ambizioni meschine 
di millenarie paure 
di inesauribili astuzie 
 
Coltivando tranquilla 
l’orribile varietà 
delle proprie superbie 
la maggioranza sta 
come una malattia 
come una sfortuna 
come un’anestesia 
come un’abitudine 
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria 
 
col suo marchio speciale di speciale disperazione 
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi 
per consegnare alla morte una goccia di splendore 
di umanità di verità”

 

 

 
La canzone parla di minoranze etniche cosa che in fondo un po’ siamo, un isola italiana che però a volte nell’italianità ci sta stretta e dagli italiani si sente abbandonata. La maggioranza di De Andrè è una maggioranza etnica, ma io rivolgo le mie parole alla maggioranza politica, ai Presidente della regione, del Consiglio e ai politici tutti chiedo: “Cosa avete fatto perchè questo non accadesse? Siete sicuri di non avere la coscienza sporca? Non è per caso che le vostre leggi sull’urbanizzazione hanno delle falle?” 
Mi dispiace, ma credo che il vostro “facile vento di sazietà di impunità” abbia svenduto una terra e provocato dei morti, troppi morti.
 
E ai sardi che pensano vada tutto bene, e che non sta succedendo niente chiedo di svegliarsi!!! Stiamo perdendo il nostro spirito, è ora di tornare a viaggiare in direzione ostinata e contraria! Perchè la nostra Terra ci ha cullato e nutrito per millenni e merita una cura migliore di una colata di cemento, per costruire case di villeggiatura!
 
Un ultima domanda a politici e istituzioni: “Che ci fanno quelle anime davanti alla chiesa?”, ah giusto la cosa non vi tange perchè “per tutti il dolore degli altri è dolore a metà […] e alla parte che manca si dedica l’autorità”!


P.s. Cari fratelli e care sorelle sardi i vincoli idrogeologici sono l’unica cosa che può far si che disastri come questi non si vedano mai più! Quindi per favore evitiamo di ragionare con le tasche e ragioniamo con la testa evitando proteste di questo tipo: http://salviamoterralba.it/vincoli/! Perchè la natura ha sempre ragione e se non gliela diamo se la prende!


Rispondi