La salmonella, una sfida, due Tiramisù e altri disastri… (Parte 1)

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Tutta questa storia inizia con lei… LA SALMONELLA!!!

Per chi non è avvezzo al mondo microscopico, non è la donzella del salmone!!! E’ la cosa peggiore che ci possa capitare in cucina…

Ok, ok è vero il botulino vi manda all’altro mondo, ma Miss Salmonella vi spedisce in un altra stanza della casa… a tempo indeterminato!

La salmonella è un simpatico (ma anche no!) agente batterico che può trovarsi su alcuni alimenti, esiste in natura in moltissime varianti (circa 2000) dette sierotipi; quelle più cattive fanno parte delle specie tifoidee e portano appunto la febbre tifoide, le altre più “domestiche” sono responsabili del 50% delle tossinfezioni alimentari! I principali serbatoi dell’infezione sono rappresentati dagli animali e i loro derivati (come carne, uova e latte consumati crudi o non pastorizzati) e l’ambiente (acque non potabili) rappresentano i veicoli di infezione.

Gli alimenti contaminati rappresentano uno dei veicoli più importanti di diffusione dell’infezione nell’uomo. Ovviamente per contrarre l’infezione si deve venire a contatto con una quantità di batteri sufficientemente alta (che però varia da persona a persona).  Solitamente all’apparenza il cibo contaminato non presenta alcuna alterazione delle caratteristiche organolettiche (colore, odore, sapore, consistenza). La contaminazione degli alimenti può avvenire al momento della loro produzione, durante la preparazione, oppure dopo la cottura a causa di una manipolazione non corretta degli alimenti.

Ahimè le uova crude sono ai primi posti tra gli alimenti che possono essere contaminati dalla salmonella. Si stima che il 50% delle epidemie di salmonellosi è dovuto a uova contaminate, mentre la carne bovina e suina (consumata cruda o poco cotta) e i derivati del latte possono provocare, rispettivamente, il 15% e il 5% dei casi.

La temperatura è capace di “sterminare” i batteri, in pratica non siamo più esposti al rischio della salmonellosi perchè eliminiamo il pericolo alla fonte!

Ma torniamo a qualche tempo fa…

24 novembre…

Con i colleghi festeggio tranquilla e serena il mio compleanno con una torta tiramisù!

Se state pensando che abbia provato ad eliminarne qualcuno vi sbagliate!

Io pastorizzo le uova!

Fatale fu questa dichiarazione allorché in quel preciso istante firmai la mia condanna!

Una continua lagna per queste uova pastorizzate!

(Scusate, ma il mio ambiente preferito è la cucina e non il bagno)

E poi vaglielo a spiegare che la crema tiramisù con le uova pastorizzate è anche più buono, forse anche merito di quel nonsoché di panna!

“Sacrilegio! Che orrore, la panna nel tiramisù?!”

*Veramente ci metto anche la vaniglia!*

[Il mio interlocutore è rimasto senza parole sul momento, ma a posteriori non stenta a ricordarmi che non faccio un Tiramisù tradizionale o, meglio, sue testuali parole: “magari fai una cosa buona, ma non è tiramisù”]

Gocciola oggi, gocciola domani… vien da se che nasce la sfida!

Facciamo una cosa: io preparo DUE Tiramisù.

La mia ricetta più “moderna” contro quella “tradizionale”, solo io saprò quale è il Tiramisù A (tradizionale) e quale il Tiramisù B (moderno).

La giuria di tutti i colleghi!

Cosa si vince?!

Assolutamente nulla, ma almeno avrò la dimostrazione che faccio un buon Tiramisù con la T maiuscola.

Partiamo con la prima ricetta quella meno complessa da eseguire e ben radicata nella cucina tradizionale:

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TIRAMISU’ TRADIZIONALE CON UOVA CRUDE

6 uova
120 g di zucchero
500 g di mascarpone
una goccia di succo di limone
100 ml di caffè amaro freddo
500 g di savoiardi (io consiglio quelli sardi)
cacao per la finitura
In una ciotola (o in planetaria) montare insieme a metà dello zucchero i tuorli, fino a che non saranno diventati chiari. Aggiungere il mascarpone.
Io uso dei piccoli accorgimenti: evito di inserire il liquido che potrebbe essere depositato sul fondo, inoltre mescolo con un cucchiaio il mascarpone prima di inserirlo in modo da renderlo meno compatto.
In un’altra ciotola montare a neve gli albumi a neve ferma con il restante zucchero e la goccia di limone (stabilizza l’albume, ma questa è una storia che racconterò un’altra volta).
Unire poco alla volta la montata gli albumi alla crema di base, mescolando con una spatola per non smontare i composti.
Far riposare in frigo per una mezz’ora  e poi utilizzare per farcire a piacere.
Potete usare la crema per delle monoporzioni in bicchiere o delle teglie più grandi, in ogni caso ricordate che non è adatta per torte che devono auto-sostenersi, vista la consistenza molto morbida.
Per il resto procedere come da copione, inzuppare i biscotti nel caffè e coprire di crema.
Torniamo a lei Miss Salmonella, due consigli:
  • cercate di evitare il contatto tra l’uovo e il guscio;
  • NON lavate le uova! L’acqua corrente non elimina il batterio, anzi lo aiuta a penetrare dentro la membrana porosa del guscio contaminando l’interno
Per il resto…
Io continuo a pastorizzare le uova è il metodo più sicuro!
Volete sapere chi ha vinto?! Un pochetto di pazienza…
La mia ricetta del prossimo post… Stay Tuned!

3 thoughts on “La salmonella, una sfida, due Tiramisù e altri disastri… (Parte 1)

  1. Andrea Pillai Rispondi

    E brava Martina!
    Per mantenere alta la tensione, eviterò di spoilerare (mi dicono si dica così, di questi tempi)… posso solo dire che è bello rientrare in ufficio il lunedì mattina e trovare sorprese di questo tipo ad aspettarti! 😋😋😋😂😂😂

    1. Il Quadernino Rosso Rispondi

      Tanti di questi lunedì =D

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